Food

Rigatoni con zucchine, gamberi e crema di burrata

Cucinare è come cantare.

Prima devi imparare la base, le regole, la tecnica. Le devi fare tue, naturalmente. Poi devi dimenticarle.

Dimenticarle e metterci del tuo.

 

Un Artista non canta che se stesso. Il suo vissuto, la sua esperienza.

Cantare, in fin dei conti, è mettersi a nudo e l’onestà di chi fa musica pesando le parole che dice si avverte a pelle.

Fiorella Mannoia docet.

 

Cantare davanti a qualcuno è destabilizzante per me. I primi dieci minuti sono fondamentali per decidere la sorte della serata.

Partire scegliendo un pezzo che mi dia sicurezza, che mi permetta di verificare il ritorno della voce in spia e il bilanciamento dei suoni per chi ascolta.

Continuare con un brano che faccia capire bene qual è lo stile e l’intenzione. Una impronta.

Poi tutto va come deve andare. Le spalle di sciolgono, il diaframma collabora e la voce risponde.

 

Cucinare è uguale.

Progetti un menù come la scaletta di un concerto. Scegli gli ingredienti come i brani da eseguire.

Dosi le spezie e gli odori come l’intensità di un vocalizzo.

 

E farlo davanti a chi ti guarda è oltre modo imbarazzante.

Tu te ne stai lì in piedi a sgusciare gamberi e parli, parli, parli … sperando di distrarre chi sta ad un metro da te e ti scruta. Ti scruta e sa benissimo che l’essere osservata ti dà da fare; ma è un gioco e io adoro giocare!

Cucinare con un po’ di musica in sottofondo e un bicchiere di vino fresco sempre pieno. Un sogno.

 

 

 

On air: “Something just like this” – The Chainsmokers & Coldplay

Rigatoni profumati al limone e basilico con zucchine, code di gambero e crema di burrata

Rigatoni, 180 gr

Zucchine chiare, due di numero

Code di gambero, dieci di numero

Burrata, una da 200 gr circa

Limone naturale, uno di numero

Basilico, 4 foglie

Porro, 30 gr circa

Olio evo, vino bianco, sale e pepe bianco

 

  1. Sgocciolo la burrata dalla sua salamoia, la taglio a metà e ne prelevo il contenuto (ergo, la stracciatella).
  2. Trasferisco la stracciatella nel piccolo cutter del mio minipimer, aggiungo 4 cucchiai di acqua, un pizzico di sale e di pepe e un cucchiaio di olio. Frullo e trasferisco il contenitore in frigo. Lì resterà fino al momento di impiattare.
  3. Sguscio le code di gambero e con la punta di un coltello spelucchino le incido nella sommità del dorso. Inserisco la punta del coltello delicatamente nella carne e estraggo il budellino. Se il gambero è fresco, questo verrà via molto facilmente.
  4. Metto le code in una ciotola piccina e le condisco con olio e qualche foglia di basilico spezzettata. Lascio riposare e insaporire in frigo.
  5. Metto a bollire l’acqua per la pasta. Lavo il porro e le zucchine, poi trito il primo (non statelo a pesare, usatene quel tanto che serve per fare da fondo alle zucchine!) e taglio a tocchetti le seconde.
  6. In una padella rosolo il porro, faccio saltare le zucchine poi salo e pepo immediatamente. Lascio rosolare un paio di minuti poi sfumo con un sorso di vino bianco fresco che è lo stesso che sto bevendo e berrò dopo a tavola.
  7. Appena evapora l’alcool aggiungo un bicchiere di acqua calda e una punta di dado vegetale. Lascio cuocere.
  8. Trito un paio di foglie di basilico e la scorza di metà limone. Metto il trito in una tazzina da caffè e aggiungo un paio di cucchiai di olio. Metto da parte questa salsina. Sarà l’ultima ad essere utilizzata.
  9. Quando l’acqua bolle, salo e getto la pasta. Tempo di cottura 9 minuti: le zucchine avranno modo di stufare per bene, io avrò tempo di preparare i piatti per il servizio, bere un altro bicchiere di vino e – quando mancano 5 minuti – mettere a scaldare una piccola padella nella quale cuocere le code di gambero.
  10. Quando la pasta è cotta al dente, la prelevo con un ramaiolo e la trasferisco nella padella con porro+zucchine. Aggiungo un mestolo di acqua di cottura e faccio saltare a fuoco vivace.
  11. Prendo le code in frigo e le getto nella padella rovente che ho già fatto scaldare. Faccio in modo che non si sovrappongano e che cuociano in maniera uniforme. Bastano due minuti per lato e un pizzico di sale alla fine. Devono sfrigolare e cambiare colore velocemente. Non devono stracuocere o saranno stoppose.
  12. Aggiungo i gamberi alla pasta+porro&zucchine e faccio saltare velocemente in modo che i sapori si amalgamino.
  13. Prendo la crema di burrata che ho lasciato riposare in frigo e la verso nei piatti fondi. Deve essere decisamente fredda.
  14. Con l’aiuto della ramina verso la pasta+gamberi+porro&zucchine nei piatti poi completo con la salsina di limone+basilico+olio … servo immediatamente e mi godo l’espressione di chi assaggia … e gradisce!

 

 

La mia esperienza dice

Se al banco dei latticini trovate la stracciatella fresca, prendete quella. 150 grammi basteranno. Io non l’ho trovata e ho optato per la burrata. Ovviamente non ho buttato il “guscio” esterno. L’ho conservata in frigo e il giorno dopo l’ho tagliata a pezzetti e mangiata con un buon pomodoro cuor di bue!

La pasta deve essere preferibilmente trafilata al bronzo e di un formato sufficientemente grande da far sì che il sugo vi si infili in mezzo.

Il vino per sfumare deve essere profumato e fruttato. Io ho optato per un catarratto siciliano.

Il mio palato dice

La cremosità della stracciatella, la dolcezza delle zucchine, i gamberi carnosi … il profumo delicato del limone e del basilico che riempiono il palato …

Un piatto sostanzioso ma non pesante, un bicchiere appagante e una serata in ottima compagnia.

Cosa volere di più …

 

… a quando il bis? 

 

 

 

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