Mood

Odio VS Amore

Dicono che l’odio sia amore.
Dicono che sia amore all’ennesima potenza, la faccia lucida di una medaglia.

Dico che l’odio è l’antitesi dell’amore, perché l’amore non nuoce danno in maniera intenzionale.
Dico che l’odio è l’espressione più bassa dell’essere umano, che si manifesta con cattiverie di ogni specie. 
Dico che la cattiveria e il risentimento sono come il lievito, che cresce e aumenta a dismisura col passare delle ore e anche alle basse temperature … perché l’odio è così, trova sempre qualcosa di cui nutrirsi, in qualunque ambiente o situazione: una parola di troppo, uno sguardo di sbieco, un silenzio.

Dico che l’odio è figlio dell’ignoranza. Che solo chi ignora cosa voglia dire stare bene può spendere la vita nel volere il male altrui.
Perché il male richiede dedizione e costanza.
Perché il lastricare la strada d’altri di erbe velenose o selciati scivolosi richiede ingegno e tempo … tempo che potrebbe esser speso per curare se stessi, ad esempio.

E invece no. La cattiveria non conosce ragioni, offusca la mente e ti trascina dritto verso l’obiettivo: distruggere, annientare, uccidere il nemico.
Ma il nemico chi?! Uno. Uno a caso. Oggi tocca a te, domani a me.
Perché la cattiveria è così. Ignorante. Senza senso.
Perché la cattiveria ragiona così: non sono felice io e lo non lo sarai neanche tu. Mi hai fatto del male, te ne farò di più.

Ma la cattiveria non sa che nel suo proliferare incessante sta lasciando tracce agli occhi di chi non è colpito, ma vede.
Perché la cattiveria lascia la scia alle sue spalle. Una scia indelebile che fatica a svanire.
Perché chi è cattivo lo riconosci subito: punta il dito, rimugina, sparla. Ha il nome altrui sempre in bocca, la saccenza negli occhi e il petto gonfio.

Perché la cattiveria è di chi si sente sempre più furbo, quasi fenomenale.

Cervello piccolo, bocca grande.
(E anche il culo non scherza eh!)

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