Me

 

Piccolo castello, interno giorno.

Seduta a terra, gambe incrociate.

 Rumore di auto in sottofondo.

Luce lieve che entra dalle finestre.

 

Dunque, ci siamo.

Dunque è conclusivo. Non si inizia mai una frase con “dunque”. Tranne stavolta.

Dunque, ci siamo. Dunque si conclude qui la mia indecisione.

 

Scrivo, dunque sono.

Scrivo di me, della mia vita, di giornate che iniziano e non ho la minima idea di come finiranno.

Scrivo delle mie paure, delle mie voglie. Scrivo del peso che mi preme sullo sterno e non mi lascia respirare. Scrivo del potere liberatorio di una risata improvvisa, che viene dalla pancia.

Scrivo di quello che amo fare, dei posti che vorrei vedere, delle persone che spero di incontrare.

Scrivo di amore, di speranza, di desiderio. Scrivo di rabbia, di ansia, di delusione.

Scrivo di cibo.

Cibo che cura, cibo che uccide, cibo che cambia. Cibo che si trasforma, che soddisfa, che fa ricordare. Cibo che mi innamora e fa innamorare.  Cibo che si tocca, mi assapora, si annusa.

Scrivo della notte.

Notte che non passa, notte sveglia, notte lungimirante. Notte profonda e nera come un abisso. Notte che si fissa in testa, come la goccia che cade costante da un rubinetto rotto.

Scrivo dei miei sogni.

Sogni senza limite di tempo, di budget e di destino. Sogni impossibili … se vuoi che tali siano. Sogni concreti, da esplorare o addirittura saltare in padella. Sogni che mi danno speranza, sogni curiosi, sogni bramosi.

 

Scrivo, dunque sono (cavoli!).

Questa è casa mia … e questa sono io:

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Greta

Jeans stretti, tacchi alti, maglietta scollata.

Mascara, blush, lucidalabbra.

Capelli raccolti, perle alle orecchie, maniche arrotolate.

 

Greta

Caffè amaro, cioccolato fondente, vino rosso.

Pane integrale, vellutata di zucca, caprino.

Mascarpone, sempre.

 

Greta

Tisana, plaid di lana, un libro di Patricia Cornwell

Birra rossa, toast, un poliziesco alla tv.

Prosecco, gorgonzola, una rivista di cucina.

 

Greta

Doccia bollente, accappatoio tiepido, scrub alla ciliegia.

Pigiama leggero, vestaglia pesante, piedi scalzi.

Mina, sempre.

 

Questa è casa mia,  questa sono io: benvenuti …